Conferenza di autoaggiornamento alla "Pascoli"

La dislessia: un disagio difficile da diagnosticare.

   Non se ne guarisce, ma c'è compensazione.
   Alla Pascoli conferenza di autoaggiornamento didattico sulla dislessia, una malattia che, invece, sulle prime viene presa come pigrizia, distrazione per non saper leggere bene, che è difficile diagnosticare subito. La dislessia, ha spiegato la professoressa Vita Surico non è un handicap, ma un disturbo limitato all'apprendimento della lettura, che è lento o scorretto, la qual cosa, poi, si ripercuote sulla scrittura e sul calcolo. In una cultura come quella occidentale, legata alla scrittura, la dislessia condiziona la vita scolastica e quindi quella professionale di chi ne sia affetto.
   Troppe volte il mancato riconoscimento della dislessia provoca l'abbandono scolastico e un accentuarsi del problema nella vita sociale.
   Ha aperto i lavori la dirigente scolastica Vita Surico dicendo che ormai, e finalmente, la dislessia vien trattata con la serietà che è doveroso riservarle, perché è un problema che non può essere risolto.
   L'Aid ( Associazione italiana dislessici), ha detto la Surico, è un'associazione nata di recente, ma presente in quasi due terzi delle province italiane con numerosi soci. Soci sono i genitori di bimbi dislessici, dislessici adulti, operatori sanitari, insegnanti. Scopo dell'Aid, è informare correttamente del problema, sensibilizzare operatori scolastici e opinione pubblica, organizzare corsi di aggiornamento e convegni, proporre norme adeguate a tutelare i bambini dislessici e coinvolgere i media sul problema.
   In provincia di Taranto, ha aggiunto la dirigente dalla Pascoli, nel 2003 fra Aid, Asl, Csa, Provincia, Comune,Cuj e altri è stato siglato un accordo di programma dei ragazzi dislessici. Del problema si è occupata anche la riforma Moratti e il Miur per i provvedimenti dispensativi e compensativi.
   La dirigente ha posto alcune domande a cui rispondere:
   Come vive la fanciullezza e la preadolescenza un ragazzo con dislessia evolutiva?
   Perché spesso vengono rifiutati gli strumenti compensativi anche a costo di andare incontro ad insuccessi ripetuti?
   Forse perché il computer e la calcolatrice sono marcatori sociali della diversità?
   Come mai per un ragazzo sembra meno doloroso essere bollato come fannullone ignorante o ripetente, piuttosto che dislessico?
   Perché il termine dislessico è forse il più utilizzato fra i ragazzi per offendere?
   Come evolvono i meccanismi di compenso dopo otto anni di sforzi nella scuola dell'obbligo?
   Hanno risposto alle domande della Surico la psicologa Luigina Pedone e, con esempi di vita concreta,la madre di un bimbo dislessico, Rosa Biancaleo.
   La difficoltà di riconoscere la dislessia, confondendola con la pigrizia suggerisce di far visitare un bambino con difficoltà di lettura o da un neuropsichiatra o da un psicologo.
   I ragazzi dislessici non devono sentire il peso di leggere ad alta voce, infatti la difficoltà di lettura diventa per essi una tortura e crea disagio in classe.
   Non devono avere tempi limitati per i compiti, perché altrimenti patiscono una qualche pressione psichica e la loro difficoltà si aggrava.
   Devono, poi essere aiutati nel tradurre il fonema in grafema, cioè la voce in scrittura.
   E soprattutto devono poter disporre di tutti gli strumenti che evitano loro il contatto con il loro disagio.
   Oltre all'attenzione didattica e alla solidarietà dei compagni, i ragazzi dislessici devono poter disporre di strumenti compensativi quali: tabella dei mesi, dell'alfabeto e dei caratteri, tavola pitagorica, tabella delle misure e delle formule, calcolatrice, registratore, cartine geografiche e storiche, tabelle della memoria di ogni tipo, computers con programmi di videoscrittura con correttore ortografico e sintesi vocale, cassette registrate dagli insegnanti, dizionari di lingua straniera computerizzati, tabelle, traduttori.
   Insieme con gli strumenti compensativi ai ragazzi dislessici bisogna garantire la dispensa da alcune prestazioni, quali : lettura a voce alta, scrittura veloce sotto dettatura, studio mnemonico delle tabelline, studio delle lingue straniere in forma scritta, bisogna dar loro tempi più lunghi per le prove scritte, compiti a casa in misura ridotta.
   In una parola, i ragazzi dislessici, ai quali venga risparmiato il più possibile il proprio disagio, vengono messi nelle condizioni di produrre tutto intero il loro potenziale intellettivo, che non è inferiore a quello di nessun altro.


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