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La cucina
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La principale pietanza della domenica pasquale era ed è la pasta fatta in casa.
Questi piatti venivano conditi con il ragù d’agnello, che poteva anche essere cotto in forno, accompagnato da un contorno di patate e lampagioni .
Il pranzo si chiudeva con la frutta secca: mandorle, noci, lupini e fichi secchi, cotti al forno con mandorle e cioccolata.
Il giorno dopo la Pasqua (Pasquetta), si mangiavano cardoncelli in brodo o vermicelli.
Se si faceva una scampagnata, il “menù” presentava delle varianti: timballo di lampagioni amalgamati con uova e formaggio, una frittata con o senza asparagi selvatici
e uova strapazzate con formaggio sempre in brodo.
Il dolce principale era la “scarcella”che si otteneva grazie all’impasto di farina, zucchero, uova e olio. Il dolce aveva la forma di un piccolo paniere, dove, nella parte concava veniva inserito l’uovo lesso; ciascuno aveva una forma particolare con un segno di riconoscimento per evitare lo scambio durante la cottura nel pubblico forno a legna.
La “scarcella” era anche “portagioie”: infatti, anelli, orecchini e spille venivano inserite nell’ impasto accuratamente e strategicamente, così chi li riceveva era felice.
Altri dolci tipici erano la “monaca” e il “cavalluccio”, che i fidanzati si scambiavano in segno di augurio di conservarsi “Vergine” sino al matrimonio.

I taralli all’uovo erano ricoperti da “gilepp”, una glassa di zucchero. I taralli con il pepe e il finocchio erano impastati nel vino bianco e continuano ancora oggi ad arricchire la tavola nel periodo di Quaresima.
L’uovo oltre ad essere simbolo pasquale è un ingrediente molto usato in cucina.
Il calzone è una focaccia rustica che veniva preparata per il venerdì Santo, giorno di digiuno.
Oggi invece si prepara per qualsiasi giorno della settimana. I principali ingredienti sono la
cipolla fresca o “spunzel”, le acciughe, i capperi, le olive denocciolate e l’uva passa.
( A cura di Alessandra Bufano, Luisana Castellaneta, Miria Mansueto)
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