disegno di Valerio ed Eliana Rubino

I RITI DELLA SETTIMANA SANTA A CASTELLANETA

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Le processioni del Venerdì Santo e del Sabato Santo

A Castellaneta la congrega più antica conosciuta è quella del Sacramento, alla quale se ne sono aggiunte molte altre: San Domenico, San Francesco L’Addolorata…. Con il passare del tempo le confraternite diminuirono a causa della rivoluzione industriale e della scomparsa dell’artigianato.
Dal 1929 al 1954 le processioni diventarono due: quella del Venerdì Santo mattina e quella della sera.
Fino al 1940 la processione del Venerdì Santo partiva dalla Chiesa di San Michele ad eccezione della statua della Deposizione che usciva dalla Chiesa di San Giuseppe; partiva alle 18,00 e rientrava a mezzanotte circa. Successivamente al 1940 la stessa processione è partita
(e parte tutt’ora) dalla Cattedrale per vari motivi.
Dopo il 1954 le processioni hanno subito delle modifiche per quanto riguarda gli orari e le giornate di uscita; infatti quella che usciva all’alba del Venerdì Santo adesso esce il sabato mattina alle 5, questo perché il venerdì c’è ancora l’esposizione del Sacramento dei Sepolcri.
La processione della sera del Venerdì Santo è rimasta più o meno invariata. Ci sono state infatti solo piccole modifiche nella sua strutturazione: agli incappucciati seguono due file di ragazzi che appartengono agli scout.
La processione è composta da due file laterali di uomini vestiti in nero, al centro, invece, ci sono i Misteri portati alternativamente a spalla. Segue la bara di Gesù Morto contornata da rose e garofani. Ai quattro angoli della bara ci sono quattro lampieri portati da confratelli o uomini delle due file. Questi prima venivano usati per illuminare le strade, adesso invece per tradizione.
Dietro la banda ci sono le donne Pie che intonano l’inno “Sulla Salma Insanguinata”. Infine vi è l’Addolorata.
La processione del Sabato mattina
è ancora organizzata dalla congrega del Sacramento perché tra le supersite è la più efficiente. Il vescovo è obbligato a tenerla a vita. E’ aperta dagliConfratelli con battole e raganelle incappucciati che hanno in mano le battole e le raganelle; uno di essi trasporta la Croce. A seguire ci sono degli uomini che portano sul capo corone di spine. Segue un sacerdote affiancato dai chierichetti.

 (Lavoro di gruppo di Mariaclara Palumbo, Nicole Barberio, Domenica Gasbarro)

Statua di Gesù morto


 

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