Carnevale in rima

Il Carnevale è una festa

che purtroppo per poco resta.

Mentre Gianduia divora un gianduiotto,

tutta Torino dice che di figli ne abbia otto.

A Torino

è proprio un paladino!

Ha detto agli austriaci di via andare,

per in pace la cioccolata poter mangiare.

Arlecchino

forse è proprio un allocchino.

E' ignorante,

perchè una pecora belante

i libri gli ha mangiato

e lui più non ha studiato.

Ha molta fame

e sogna sugli alberi pezzi di salame,

di mortadella

di pasta in padella,

fiumi di burro che si scioglie

sulle porte di soglie,

 monti di polenta

che cade lenta.

Bergamo che profuma di mortadella,

per lui è la città più bella.

Non è molto bello

ma paura non fa

e di lavorare voglia non ha.

Meneghino a Milano,

non in modo grossolano,

dà consigli

dall'alto dei Navigli,

dice a quale negozio andare

e cosa comprare

e a tutti un aiuto può dare.

Di tutto ha provato a fare

per gli Austriaci cacciare

e il suo Paese liberare.

E Pulcinella

cosa farebbe per una frittella,

un piatto di maccheroni

fra tanti mascheroni,

e per questo gira in più di un rione,

infatti ha una fame da leone.

Brighella in pace i suoi imbrogli può fare

e molto guadagnare.

Che brigante,

di frottole ne dice proprio tante,

tra intrugli, amuleti e pozioni

e brillanti coni

tutti imbroglia

e non ha mai noia.

Rubino Valerio

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