La vita nel castello

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La vita nel castello

Il castello non era solo una roccaforte militare, ma anche la sede del governo e l’abitazione del signore. Era una specie di cittadella dove si potevano trovare amministratori, artigiani, militari, musici e servi sempre pronti a esaudire i suoi desideri.
  Il signore e la sua dama erano i padroni del castello. I loro figli venivano educati a essere, a loro volta, cavalieri e dame.
  A corte viveva un gruppo di alti dignitari. I più importanti erano il maresciallo, che sovrintendeva alle scuderie e alla sicurezza; il cappellano, cioè il sacerdote di corte; i notabili, che amministravano il patrimonio e sostituivano il signore nelle questioni ordinarie.
  La difesa del castello era affidata al corpo di guardia, soldati di mestiere. Tra loro c’erano i cavalieri, i balestrieri e gli arcieri.
  Alla corte si incontravano anche i giocolieri, acrobati e menestrelli che allietavano e intrattenevano il signore.
  Nelle cucine enormi e fumose, dove il fuoco era sempre acceso, lavoravano i cuochi. A corte vivevano anche degli artigiani come lo stoiaio e la filatrice. Il primo intrecciava le stuoie che venivano stese sui pavimenti, la seconda tesseva le l enzuola di lino finissimo che erano usate dai signori.
  Il falconiere addestrava e accudiva i falchi, assai preziosi per il signore che li usava nella caccia; lo stalliere badava ai cavalli da passeggio, da torneo e da guerra. Gli inservienti svolgevano i lavori più umili.torna su

L'alimentazione

Durante il Medioevo i cereali furono il cibo più diffuso. Frumento, avena, orzo e segale venivano utilizzati per cucinare minestre e preparare il pane. Vari tipi di farina erano ricavati anche da legumi essiccati e macinati.
  Tra gli ortaggi erano molto diffusi: il cavolo, la rapa, il sedano, la cipolla e l’aglio.
  La carne, abbondante sulle mense dei nobili e dei ricchi, scarseggiava nell’alimentazione della gente comune. Tra gli animali domestici, il maiale era il primo fornitore di carne; la mucca veniva allevata soprattutto per il latte; galline e oche erano assai diffuse.
  Abbastanza comune era il consumo di pesce, sia di mare sia d’acqua dolce. Un forte ostacolo ad un maggior consumo di carne e pesce era costituito, oltre che dai costi, dalla difficoltà di conservare per lunghi periodi i prodotti alimentari.torna su

L'arte

Trovatori, giullari, musici e saltimbanchi di ogni tipo si recavano di castello in castello per offrire il loro spettacolo al signore, alle dame e ai cavalieri. Il loro mestiere era dunque quello di intrattenere e divertire la nobiltà, raccontando i poemi che i grandi scrittori avevano composto per i signori più illustri. Non sapevano leggere e li recitavano a memoria arricchendoli con la musica o accompagnandoli con danze.
  I trovatori erano chiamati così perché “trovavano”, cioè inventavano le loro opere, poesie e canzoni. Erano quindi degli autori. Diffondevano essi stessi le loro opere, che, una volta diventate famose erano raccontate dai menestrelli e dai giullari. Erano poesie e canzoni d’ amore o che narravano imprese eroiche.
 

Amo il lieto tempo di Pasqua
  Incantevole stagione dei fiori,
    mi piace la massa delle insegne
        coperte di colori vermigli e azzurri,
    tende e ripari montati sui prati
                                    e ho grande gioia
                                                        quando vedo nei campi schierati
                                              cavalieri e cavalli armati.
                                                E mi rallegro nel mio cuore
                                                            Quando vedo forti castelli assediati
                                                E cinte rotte e sfondate…
                            E il signore
                                   Al primo assalto,
                                                        armato, a cavallo, senza timore,
                                               che così incoraggia i suoi
                                         con grande nobiltà…
                                                   Bertram de Bornio
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La scuola

La più importante scuola nel Medioevo era la famiglia stessa. I fanciulli vi imparavano anzitutto i principi morali e venivano istruiti dal padre nel mestiere che di generazione in generazione era tramandato nella stessa famiglia.
  Vere e proprie scuole vennero fondate per volere di Carlo Magno: erano scuole a carattere religioso e venivano istituite presso i conventi, le chiese parrocchiali e le cattedrali. L’insegnamento veniva impartito in latino; la disciplina era molto severa. Per coloro che dimostravano scarso amore per lo studio era sempre pronta una robusta frusta che veniva regolarmente usata, appena se ne presentasse l’opportunità.
  Sino al XII secolo si insegnarono soltanto materie culturali. Con lo sviluppo dei commerci e delle industrie anche le scuole, almeno alcune di esse, cominciarono ad impartire un insegnamento pratico. Esse erano chiamate scuole dell’ “abbaco”; vi venivano preparati coloro che dovevano lavorare negli empori commerciali. torna su

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