Trovatori, giullari, musici e
saltimbanchi di ogni tipo si recavano di castello in castello per offrire il
loro spettacolo al signore, alle dame e ai cavalieri. Il loro mestiere era dunque
quello di intrattenere e divertire la nobiltà, raccontando i poemi che i grandi
scrittori avevano composto per i signori più illustri. Non sapevano leggere e li
recitavano a memoria arricchendoli con la musica o accompagnandoli con danze.
I trovatori erano chiamati così perché “trovavano”, cioè inventavano le loro
opere, poesie e canzoni. Erano quindi degli autori. Diffondevano essi stessi
le loro opere, che, una volta diventate famose erano raccontate dai menestrelli e dai giullari.
Erano poesie e canzoni d’ amore o che narravano imprese eroiche.
Amo il lieto tempo di Pasqua
Incantevole stagione dei fiori,
mi piace la massa delle insegne
 
coperte di colori vermigli e azzurri,
tende e ripari montati sui prati
e ho grande gioia
quando vedo nei campi schierati
cavalieri e cavalli armati.
E mi rallegro nel mio cuore
Quando vedo forti castelli assediati
E cinte rotte e sfondate…
E il signore
Al primo assalto,
armato, a cavallo, senza timore,
che così incoraggia i suoi
con grande nobiltà…
Bertram de Bornio
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