Identificazione del problema:
La cultura scientifica e tecnologica nel nostro paese,
nonostante le punte di eccellenza, è complessivamente carente. Se ne hanno continui
riscontri nelle indagini sul rendimento scolastico e nelle difficoltà che gli studenti
trovano negli studi universitari nel settore scientifico e tecnologico. Ma risulta anche
evidente ogni volta che nasce una questione di rilevanza sociale la cui comprensione
richiederebbe conoscenze scientifiche e che, invece, trova la maggior parte dei cittadini
totalmente sprovveduti.
Il Progetto speciale per l'Educazione Scientifica e Tecnologica (SeT) nasce per dare delle risposte a questi problemi e a queste carenze.
Nello specifico, nel nostro circolo sarà affrontato un fenomeno rilevante del territorio, la
formazione delle gravine, con un metodo innovativo, effettuando
escursioni ed esperimenti di laboratorio. Destinatari:
Docenti ed
alunni delle Interclassi III e IV.
Operatori:
Docenti dell'Interclasse degli alunni;esperti formatori esterni.
Durata:
Trimestrale (X 40 ore complessive).
Illustrazione del progetto:
Il progetto include:
- la programmazione di due unità di lavoro
(l'ecosistema gravina - Il fenomeno geologico delle gravine del tarantino;
- un'attività di formazione dei docenti;
- la partecipazione ad alcune attività di collaborazione in rete.
Aspetti organizzativi:
1^ unità di lavoro - Il fenomeno geologico delle gravine-
Foto e
diapositive per una prima indagine e per apprendere la terminologia
relativa al paesaggio (alveo, ansa, dirupo, pinnacolo)
- Rappresentazione degli ambienti sulle mappe e carte topografiche, ricera di altre zone tipiche
- Problematizzazione: origine delle gravine
- Osservazione diretta sul territorio e raccolta di rocce e fossili
- Nel laboratorio: analisi, descrizione e comprensione delle proprietà dei materiali raccolti. Differenze fisiche fra i vari tipi di rocce e le reazioni chimiche prodotte durante gli esperimenti
- Idrografia della zona
2^unità di lavoro - L'ecosistema gravina
- Formulazione del problema: animali e piante della gravina
- osservazione di materiale fotografico, consultazione di testi sulla fauna e la flora dell’ambiente rupicolo
- intervista con esperti del settore (Oasi LIPU della Gravina di Laterza)
- osservazioni sul campo, descrizione e catalogazione di piante spontanee
- costruzione di un erbario e riproduzione di modelli
- individuazione delle caratteristiche della flora della macchia mediterranea
- descrizione e classificazione della fauna dell’ambiente rupicolo, con particolare attenzione ai rapaci
- studio del Capovaccaio
- le specie transadriatiche
Obiettivi:
1^ unità di lavoro - Il fenomeno geologico delle gravine
- Conoscere fenomeni carsici di superficie
- Raccogliere ed ordinare i dati di una ricerca
- Rappresentare graficamente i dati raccolti
- Simulare in laboratorio il fenomeno carsico
- Sensibilizzare a problemi di tipo ecologico
- Utilizzare il web per la ricerca di informazioni
- Utilizzare le tecnologie informatiche per la sistematizzazione delle informazioni
2^ unità di lavoro
- Classificare gli animali
- Conoscere le caratteristiche di alcuni mammiferi e rettili presenti nella gravina
- Conoscere l’anatomia di alcuni rapaci presenti nella gravina
- Ricercare i modi di alimentazione degli animali, con particolare riferimento al comportamento del capovaccaio
- Osservare preparati animali alla lente e al microscopio
- Classificare le piante
- Documentare il percorso attraverso la costruzione di schede botaniche
- Osservare preparati vegetali alla lente e al microscopio
- Ricercare esempi di catene alimentari e piramidi ecologiche
- Sensibilizzare ai problemi ecologici
Risultati attesi:
- Preparazione di lavori per comunicare le conclusioni a cui si è giunti attraverso l’uso delle tecnologie informatiche (DVD, opuscolo divulgativo che valorizzi le risorse naturalistiche del territorio)
- Realizzazione di una mostra dei lavori dei bambini
- Realizzazione di un ecomuseo ex situ di specie vegetali e forestali, di ecotipi locali e di specie ad areale ristretto, come struttura polivalente divulgativa degli aspetti naturalistici peculiari del territorio, attrezzata con spazi per la didattica e per la ricerca, in grado di sensibilizzare gli alunni alla conoscenza e al rispetto delle risorse ambientali.
- Allestimento di un laboratorio di chimica che rappresenti un valido strumento didattico per gli argomenti che riguardano il fenomeno carsico, ma estendibile ad altri argomenti riguardanti l’ambiente naturale
Metodologia:
1^ unità di lavoro
- Osservazione diretta con visite guidate
- Materiali raccolti sul campo
- Utilizzo di strumenti per la raccolta dei dati
- Esperimenti in laboratorio di chimica
- Comparazione dei dati acquisiti
- Osservazione sulle modificazioni diacroniche indotte sul paesaggio
- I fenomeni alteranti e disturbanti: ipotesi risolutive
- Utilizzo del laboratorio multimediale
2^ unità di lavoro
- Visite guidate
- Materiali raccolti in campo
- Osservazioni nel laboratorio scientifico con uso dello stereomicroscopio con collegamento alla videocamera digitale
- Realizzazione di un erbario
- Realizzazione di una mostra dei lavori degli alunni
- Utilizzo del laboratorio multimediale per la realizzazione di prodotti finali che abbiano efficacia comunicativa
Materiali e mezzi:
CD-ROM, videocamera, fotocamera, videoproiettore, computer, materiale cartografico,
contenitori per la raccolta di materiale, laboratorio chimico sul fenomeno carsico,
strumenti per la misurazione dei fenomeni meteorologici.
Si prevede l’uso di tecniche tradizionali di osservazione dei fenomeni,
di esecuzione di semplici esperienze di laboratorio, di analisi dei dati;
si utilizzeranno le tecnologie multimediali per la consultazione e produzione
di audiovisivi (videocamera digitale, fotocamera, videoproiettore, computer, CD-Rom, DVD).
Verifica e valutazione:
In itinere e finale - Schede di rilevazione delle competenze, delle
abilità e dei comportamenti maturati.
a cura dell'insegnante referente
Carmela Ciulli
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