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In questo anno scolastico il Circolo Didattico "G. Pascoli" e l'IPS "M.
Perrone", nell'ambito della programmazione "SCUOLE APERTE" finanziata
dal MIUR per l'annualità 2007-2008, organizzano il corso di pizzica e danze
popolari aperto sia agli studenti che all'utenza esterna.
Il corso ha avuto la durata di 30 ore distribuite in 10 incontri di tre ore ciascuno,
nella giornata di venerdì. E' stato condotto dal maestro di danze popolari Gianni Labate, dell'associazione culturale "Itinerari e sentieri" di Putignano,
articolato in un'ora di tamburello di base e due ore di danze.
Il progetto, che già da alcuni viene realizzato dal Circolo Didattico "Pascoli", intende riscoprire e valorizzare gli usi e i costumi della nostra
terra attraverso il recupero di ritmi e danze quali la pizzica, la tarantella e la tammurriata, rappresentativi della nostra storia e della nostra cultura,
in continuità con il percorso formativo già avviato nei precedenti anni scolastici.
Il maestro Gianni Labate, nel corso degli incontri, ha presentato un excursus storico sulla nascita della
pizzica
come danza tipica dell'Italia meridionale, soprattutto della Puglia e
della Calabria, nei suoi diversi aspetti e significati (corteggiamento,
divertimento, amicizia, apprendimento, sfida), approfondendo poi
l'esecuzione della pizzica salentina e della Bassa Murgia.
La carrellata di danze popolari in programma si è soffermata su un'altra
espressione musicale emblematica della cultura e della tradizione dell'Italia Meridionale: la tammurriata,
caratterizzata dal ritmo rigidamente binario, dalla partecipazione al ballo esclusivamente in coppia (mista e non),
da un'intensa dinamica delle braccia, dall'uso di castagnette (nacchere) che, oltre a fornire il ritmo di base, obbliga ad una particolare cinetica di mani, braccia e busto.
Sono state proposte anche danze popolari dal mondo per sottolineare l'importanza
e il valore di ciascuna tradizione: danze austriache (stern polka), danze
inglesi (Circolo Circasso, danze russe (troika), danze israeliane (Eretz Eretz),
nell'ottica di una interculturalità che vuol dire apertura all'altro e
accettazione dell'altro.
Il docente referente:
Maria De Benedictis
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